Canapa Mundi 2015. Successo per la fiera della canapa di Roma.

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Successo per la Fiera Internazionale ‘Canapa Mundi’, prima edizione dedicata ai tanti utilizzi di questa pianta, che si è tenuta a Roma dal 20 al 22 Febbraio. L’area espositiva dell’evento, organizzato dall’associazione Tuanis al PalaCavicchi, ha ospitato oltre 50 aziende provenienti da Italia, Spagna, Slovenia, Olanda, Francia, Russia, Canada. Canapa a 360°: presentate le novità riguardanti attrezzature e tecnologie per la coltivazione biologica, convenzionale e idroponica, concimi organici e minerali, con aziende sementiere, alimentari, della cosmetica e del benessere, dell’abbigliamento, dei prodotti per l’edilizia. Presenti molti stand commerciali e associazioni culturali, riviste di settore, case editrici, banchi informativi riguardanti aspetti normativi e usi terapeutici della canapa. Tra gli argomenti oggetto d’incontro, la rinascita della filiera della canapa, la cannabis terapeutica, il valore alimentare della canapa, le conseguenze e i costi del proibizionismo. Anche l’arte ha avuto il suo spazio, sopratutto grazie alle esibizioni di Nino Malgeri.
Grande il flusso di persone, circa 10000, (di ogni età, sesso e categoria sociale) che si sono avvicendate al Pala Cavicchi per conoscere sempre meglio la canapa e i suoi innumerevoli utilizzi. La giornata di piena è stata raggiunta per Sabato 21.

Vi riportiamo la nostra  foto gallery dell’evento.

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Canapa Mundi, fiera internazionale della canapa. 20, 21 e 22 Febbraio a Roma.

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Versilcanapa sarà presente alla prima edizione di Canapa Mundi, fiera internazionale dedicata alla canapa. Si terrà a Roma nelle giornate del 20/21/22 Febbraio 2015 presso il Pala Cavicchi.

La canapa sarà protagonista di un evento organizzato per la prima volta nella città eterna, dove, in un grande villaggio composto di numerose sale e spazi, visitatori, appassionati, espositori e addetti ai lavori potranno incontrarsi, condividere conoscenze, presentare prodotti e attività e assistere ai tanti incontri previsti.

L’area espositiva ospiterà più di 50 aziende provenienti da Italia, Spagna, Slovenia, Olanda, Francia, Russia, Canada e, tra i diversi stand, si potranno conoscere le più recenti novità riguardanti le attrezzature e le tecnologie per la coltivazione (biologica, convenzionale, idroponica), i produttori dei concimi organici e minerali, le aziende che selezionano e producono semi e quelle del settore alimentare, della cosmetica e del benessere, dell’abbigliamento e dei prodotti per l’edilizia.

Oltre gli stand commerciali, alla fiera Canapa Mundi parteciperanno associazioni culturali, riviste di settore, case editrici, banchi informativi riguardanti aspetti normativi e usi terapeutici.

Le tre giornate prevedono anche una sezione dedicata alle arti e allo spettacolo con mostre, video e aree musica. Infine, uno sguardo sarà rivolto anche alla ristorazione: si potranno infatti gustare alimenti a base di canapa, anche vegani, vegetariani e gluten free, nei punti ristoro e nelle zone relax.

Per maggiori informazioni, sito di Canapa mundi: LINK
Fonti: da greenme

La canapa alleata dei depuratori, un’idea economica per le bonifiche.

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Articolo a cura di Maria Rosa Pavia per Il Corriere Innovazione: LINK

La canapa può aiutare a decontaminare i fanghi di depurazione delle acque. Questa l’idea di base della Ecofitomed (http://www.ecofitomed.com/), azienda che ha pensato a un impianto ciclico che si serve della forza naturale per rimediare a danni artificiali. Il supporto tecnico è dell’Università di Firenze e, in particolare di Stefano Mancuso, pioniere della neurobiologia vegetale. Il progetto, a basso costo e amico dell’ambiente, ha attirato l’attenzione delle istituzioni regionali pugliesi ma rischia di rimanere sulla carta. Le radici della canapa si sono già dimostrate valide nell’estrazione di metalli pesanti da terreni contaminati, con esperimenti di phytoremediation portati avanti anche in Italia, nelle campagne pugliesi che hanno avuto la (s)ventura di trovarsi vicino all’Ilva. Il passo in più è applicare la tecnica per ripulire i fanghi inquinati. Questi rimangono una volta che le acque nere o grigie, provenienti da fognature e scarti industriali, vengono depurate. Attualmente, vengono essiccati e portati in discarica o bruciati.

Caro smaltimento

In Italia nel 2011, dato più recente a disposizione, ne sono state raccolte 11 milioni di tonnellate. Gli oneri di smaltimento sono notevoli, da 90 a 200 euro a tonnellata. Con l’idea della Ecofitomed, però, i fanghi ritornerebbero normale terriccio che potrebbe essere utilizzato in agricoltura e nei vivai. I costi per tonnellata scenderebbero oscillando tra 60 e 90 euro. La canapa si può coltivare in Italia a patto che abbia un basso contenuto di Thc, tetraidrocannabinolo. Poiché si semina a marzo e raccoglie a settembre, alla Ecofitomed hanno pensato di affiancarle altre coltivazioni, come spiega Andrea Carletti, responsabile comunicazione di Ecofitomed e presidente di Assocanapa Puglia: «Saranno piantati anche alberi di pioppo e paulownia tomentosa, per le loro caratteristiche di iperaccumulatori, ossia la loro capacità di estrarre sostanze inquinanti dal terreno. Consentono la continuità della decontaminazione tutto l’anno».

Bosco misto

Dunque, il progetto è creare una sorta di bosco sul terreno misto ai fanghi inquinati. Dopo cinque anni, questo il tempo stimato per la bonifica, cannabis e alberi possono essere riutilizzati: «Se i livelli di inquinamento saranno inferiori a quelli tabellari previsti per legge, gli alberi possono diventare mobili e pellet. Un’altra opzione è impiegarli per produrre energia in una centrale a biomassa. Ad alimentare quest’ultima contribuirebbero i pannelli solari posti sulla serra ideata per contenere le piantine nei primi stadi della loro crescita». Ma i vantaggi non sono finiti: «Le piante svolgeranno al contempo un’altra funzione ambientale, assorbendo l’anidride carbonica durante la fotosintesi. La canapa ne assorbe da nove a dodici tonnellate per ettaro. Si può trarre guadagno dai certificati di carbonio, da 20 a 28 euro per tonnellata sequestrata».

Verso l’estero

I «boschi decontaminanti» andrebbero collocati vicino ai depuratori per minimizzare costi ed emissioni dei trasporti e potrebbero trattare 42 mila tonnellate di fanghi all’anno. Ma a volte un’idea così innovativa porta a condizioni sfavorevoli: «Poiché sarebbe il primo impianto del genere abbiamo difficoltà a far comprendere la bontà del progetto a investitori e banche». Al momento, l’azienda è in fase di raccolta di finanziamenti e dialogo con le istituzioni. Ma, nonostante i cervelli e le competenze siano italiani, l’idea potrebbe essere applicata all’estero. Carletti pensa già alle destinazioni: «Vorremmo proporla negli Emirati Arabi Uniti, in Australia, Germania e Stati Uniti. Ho parlato con tecnici di questi Paesi che si sono dimostrati aperti e interessati».

 

Canapa da seme: tecniche di coltivazione e raccolta. A cura di Alessandro Zatta.

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Pubblichiamo un interessante documento sulle tecniche colturali della canapa con finalità seme. L’articolo, a firma Alessandro Zatta, sottolinea con precisione i dettagli sulla semina e sul raccolto, con cenni sulla legislazione in materia e procedure di segnalazione alle forze dell’ordine. Ideale per tutti gli agricoltori interessati alla coltivazione.

Scelta del metodo colturale

La canapa si può coltivare sia in biologico che in convenzionale. Per il mercato dei prodotti della canapa da seme – alimentazione, cosmesi, salutistica – le coltivazioni certificate biologiche hanno decisamente più opportunità (anzi per alcune ditte di cosmesi e salutistica, il prodotto certificato bio è un prerequisito). Pertanto suggeriamo anche ai coltivatori in convenzionale di valutare seriamente la coltivazione della canapa come occasione di conversione al biologico.

Preparazione del terreno

Le esigenze colturali della canapa sono molto simili a quelle della bietola. La canapa è una pianta che predilige terreni freschi e profondi, non teme gelate tardive mentre soffre particolarmente i ristagni idrici, occorre quindi che le sistemazioni idrauliche siano eseguite correttamente per favorire lo sgrondo delle acque in eccesso.

Sono da prediligere terreni franchi o possibilmente non troppo argillosi e/o limosi poiché la plantula nello stadio cotiledonare è poco vigorosa e soffre la crosta superficiale. Il terreno su cui andrà seminata la canapa deve quindi trovarsi in buone condizioni e cioè ben lavorato, senza avvallamenti e/o eccessiva zollosità altrimenti si rischia un’emergenza disomogenea che favorisce la proliferazione delle erbe infestanti.

Si consiglia quindi:

  1. Un’aratura a circa 30cm di profondità, possibilmente in autunno. Sono sconsigliabili lavorazioni profonde in primavera poiché lascerebbero eccessive zollosità e il terreno con una scarsa dotazione di acqua.
  2. Concimazione di fondo (vedi sotto).
  3. Affinamento, tramite erpicatura prima della semina. Per il controllodi infestanti, soprattutto se si intende lavorare in biologico, è consigliabile un passaggio in presemina con erpice a maglie.
  4. Si consiglia anche una falsa semina per come lotta contro le infestanti.

Concimazione

La canapa dev’essere concimata anche se non richiede eccessive concimazioni; sono consigliabili almeno 60-80 Kg/ha di N, concimazioni eccessive invece potrebbero portare ad una elevata vigorosità con conseguente eccessiva produzione di foglie ed allettamento della coltura. La concimazione è consigliabile farla parte in presemina (50%) e parte in post emergenza (50%).

P –K per la canapa da seme si consigliano 60/85 kg sia per K2O che per P2O5. La distribuzioni di tali elementi dev’essere fatta durante le operazioni di preparazione del terreno.

Se si intendono usare concimazioni organiche, a cui la canapa risponde molto bene, si possono utilizzare letame, pollina o liquami o ancora meglio compost fino a un massimo di 30 ton/ha, possibilmente in due fasi. L’interramento di colture da sovescio (crucifere o leguminose) è un’ulteriore pratica utile e consigliabile non solo per l’effetto concimante, ma per la conservazione della sostanza organica nel terreno e per il suo effetto protettivo verso infestazioni dannose (funghi patogeni e nematodi).

La mancata concimazione è una delle cause principali di produzione di seme vuoto.

Semina

Per la produzione di seme è consigliabile utilizzare varietà monoiche con fioritura precoce come Fedora, Felina o Uso-31 il cui sviluppo vegetativo è ridotto, l’altezza non dovrebbe superare 1.5-1.8 metri d’altezza e quindi consentire l’utilizzo di normali trebbiatrici.

La semina può essere effettuata da inizio a fine aprile. Semine troppo precoci (metà-fine marzo) possono causare prefioriture con conseguente scalarità di maturazione seme che può portare a perdite elevate al momento della trebbiatura. Inoltre dopo prefioritura le piante possono tornare a vegetare. Ovviamente la semina può essere anticipata o anche posticipata in base all’andamento stagionale e alla quantità di acqua nel terreno.

Una semina tardiva però può presentare diverse problematiche:

  1. prima fra tutte la probabilità di irrigazioni di soccorso poiché le elevate temperature del periodo potrebbero causare il rapido essiccamento dei primi centimetri di suolo con conseguente disomogeneità d’emergenza;
  2. un’altra problematica potrebbe essere un eccesso di sviluppo delle infestanti in seguito ai ripetuti interventi irrigui, poiché lo sviluppo della canapa nei primi stadi vegetativi è lento: impiega circa 15/20 giorni dopo l’emergenza a coprire l’interfila e verrebbe quindi sopraffatta dalle infestanti.
  3. Una semina tardiva inoltre potrebbe non consentire un buon sviluppo dell’apparato radicale e la coltura si troverebbe in condizioni di stress idrico in due stadi fenologici fondamentali, ossia al momento dello sviluppo dell’apparato fogliare (fondamentale per intercettare luce e quindi produrre energia per riempire il seme) e al momento del riempimento del seme.

La semina della canapa può essere fatta con una normale seminatrice da grano ponendo il seme a una profondità di 2-3 cm. Se il terreno fosse troppo secco, dopo la semina è opportuna una leggera rollatura in modo da favorire la conservazione di acqua nel suolo. Si consiglia un’interfila di 13-20 cm per favorire la chiusura dell’ interfila il prima possibile e contrastare lo sviluppo delle infestanti.

Il quantitativo di seme consigliato è di 35-40 kg/ha, quantitativi inferiori potrebbero compromettere la rapida copertura del terreno e conseguente sviluppo di infestanti.

Controllo delle infestanti

Le capacità rinettanti della canapa, ossia di competizione con le infestanti, sono note praticamente da sempre. Il suo rapido sviluppo le consente di entrare quasi da subito in competizione sia di luce che di acqua con le infestanti che generalmente vengono sopraffatte. E’ di fondamentale importanza la preparazione di un buon letto di semina privo di infestanti che consenta una rapida ed omogenea germinazione.Come pratica agronomica si consiglia altresì una falsa semina.

Irrigazione

L’irrigazione della canapa normalmente non è necessaria. Ma annate particolarmente siccitose impediscono il riempimento del seme compromettendo la produzione. In questo caso potrebbero essere necessari interventi di emergenza in pre-fioritura per far sviluppare un buon apparato fogliare e in post fioritura, per favorire il riempimento del seme, altrimenti si rischia di raccogliere solo seme vuoto.

Raccolta del seme – Trebbiatura

La maturazione del seme di canapa è scalare e trovare l’epoca di raccolta ideale non è semplice. Generalmente la maturazione del seme si fa procedere fino a quando i semi cominciano a cadere a terra, ossia quando la percentuale di semi maturi dovrebbe essere intorno al 70%.Un ritardo eccessivo della raccolta potrebbe comportare un sensibile calo di resa dovuto sia alla cascola dei semi che alla presenza di uccelli che sono particolarmente ghiotti di tali semi. E’ altresì consigliabile procedere alla raccolta quando lo stelo è ancora verde poiché le piante secche potrebbero andare ad arrotolarsi intorno agli organi rotativi della trebbiatrice intasandoli e causando il così detto “effetto corda”.

Per la raccolta del seme si possono usare normali macchine trebbiatrici quali Laverda, CASE International, New Holland, CLASS, John Deer. Sarebbero da preferire le macchine che presentano il battitore assiale quali CASE e le nuove John Deer. Occorre in ogni caso ridurre la velocità di avanzamento, dell’aspo e dei battitori. Sono preferibili trebbiatrici con lo scuotipaglia e senza trinciapaglia che rischia d’intasarsi di fibra. E’ fondamentale che le lame siano ben affilate per evitare che la fibra presente negli steli vada fra la lama ed il battilama.

Ecco alcuni suggerimenti per impostare una trebbiatrice non assiale:

  • Velocità battitore 250 giri/min.
  • Velocità ventola 1070 giri/min.
  • Griglia 3,17 mm (1/8-inch)
  • Controbattitore 9,5 mm (3/8-inch)

Il seme dev’essere messo ad asciugare entro 4 ore dalla raccolta possibilmente in essiccatoi orizzontali e senza fuoco diretto sul seme. In alternativa il seme può essere steso su teli di juta possibilmente rialzati da terra per favorire l’ arieggiamento e contrastare l’insorgenza di muffe sul seme.

Taglio e raccolta delle paglie

Il taglio e la raccolta delle paglie potrebbero presentare alcune problematiche, prima fra tutte l’avvolgimento della fibra intorno agli organi rotanti e l’intasamento della barra falciante.

Il taglio può essere effettuato con convenzionali barre falcianti preferibilmente a doppia lama, e la raccolta può essere fatta con convenzionali imballatrici (sia tonde che quadre). Prima dell’imballatura è necessario girare gli steli tramite un normale ranghinatore per permettere un’essicazione delle bacchette più omogenea e soprattutto far cadere a terra le foglie rimanenti. In genere gli steli vengono lasciati a terra per almeno 2-4 settimane per favorire il processo di macerazione, ossia la degradazione delle pectine (collanti delle fibre), e quindi facilitare i processi industriali post raccolta come la stigliatura.

Se gli steli superano 1.5/2 metri di lunghezza si potrebbe creare il così detto “effetto ponte”nelle rotoimballatrici, ossia lo stelo eccessivamente lungo ed elastico non si spezza impedendo quindi la creazione del cuore all’interno della rotoballa che risulterà quindi con un buco centrale. In ogni caso, il taglio degli steli in porzioni da 1-1.5 metri con macchine specifiche (Figura 3) è consigliabile per favorire le operazioni di rivoltatura ed imballo.

Avversità

Le avversità su canapa possono essere sia di tipo abiotico che biotico. Quelle di tipo abiotico sono le gelate tardive nella fasi giovanili della pianta; vento forte che può portare all’allettamento della coltura e la grandine che può compromettere la qualità della fibra e causare anch’essa l’allettamento della coltura. Periodi prolungati di siccità in prossimità della fioritura e dell’allegagione possono portare ad un sensibile calo di resa nella produzione del seme.

Le avversità di tipo biotico sono diverse e possono causare danni ma raramente riescono a compromettere la produzione. In ogni caso l’Ostrinia nubilalis (Hbn.), comunemente chiamata piralide del mais, è forse l’insetto più temibile per la canapa essendo anche parassita del mais. La larva generalmente entra all’interno dello stelo e scava un tunnel lungo lo stelo causando la decapitazione della pianta con danni sia sulla qualità della fibra che sulla produzione di seme.

Un altro insetto che può causare danni sensibili con riduzione delle rese in seme sono le cimici (genere Lygus) che attaccano le infiorescenze causando l’aborto del seme.

Nel caso la canapa sia coltivata in terreni lungamente coltivati a bietola potrebbero insorgere problemi con la Sclerotinia sclerotiorum, ma anche in questo caso risulta antieconomico l’utilizzo di fitofarmaci. Una massiccia presenza di Orobanche ramosa (Forsh) potrebbe compromettere la resa in produzione di seme.

In annate particolarmente piovose nel periodo della trebbiatura possono emergere problemi legati alla proliferazione di funghi Botrytis e i Pennicilium sui semi.

Legislazione

La canapa, benché fosse una coltura storicamente presente nel territorio nazionale da oltre 8 secoli, è stata messa al bando in Italia nel 1977 (legge Cossiga) a causa della presenza della sostanza psicoattiva THC (tetra-idro-cannabinolo). Dal 1990 è di nuovo possibile coltivare canapa ma a determinate condizioni che vengono riportate qui di seguito.

Legislazione italiana

La coltivazione della canapaper fibre, ai sensi dell’art. 17 e 27 del DPR 9-10-1990, e della circolare n.1 dell’ 8 maggio 2002, prot.n.200, è consentita agli operatori interessati che dovranno dare comunicazione sull’impianto della coltura di canapa alla piu’ vicina stazione di polizia (Polizia di Stato, Corpo dei Carabinieri, Guardia di Finanza, ecc,) indicando:

  • il nome del richiedente coltivatore responsabile;
  • l’indicazione del luogo di coltivazione;
  • delle particelle catastali;
  • la superficie del terreno sulla quale sarà effettuata la coltivazione;
  • la varietà coltivazione;
  • i prodotti che si intendono ottenere;
  • l’esatta ubicazione dei locali destinati alla custodia dei prodotti ottenuti.

La coltivazione della canapa è consentita solo se viene richiesto il contributo CE e l’agricoltore deve rispettare alcune regole riportate qui di seguito nel paragrafo “Legislazione Europea”.

La coltivazione della canapa per la produzione di seme e dei suoi derivati destinati all’alimentazione umana è consentita solo da poco tempo con la circolare n° 22/5/2009 del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali purché si adottino piani di autocontrollo per ridurre al minimo dell’eventuale presenza in tracce di THC.

Legislazione Europea

In base ai regolamenti CE No953/2006 e 507/2008 il pagamento dei diritti all’aiuto per le superfici investite a canapa è subordinato a:

  • Contratto con un primo trasformatore di paglie e canapulo riconosciuto
  • Utilizzo di varietà registrate con contenuto in THC<0.2% (vedi link sotto)

Elenco varietà registrate in Europa scaricato dal sito ufficiale dell’Unione Europea (specie A63):

http://ec.europa.eu/food/plant/propagation/catalogues/database/public/?event=RunSearch

Fonte: Toscanapa: LINK
Articolo originale di Alessandro Zatta: LINK

 

Appello alla comunità versiliese.

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Appello alla comunità versiliese

Cari cittadini dei comuni versiliesi,

lanciamo questo appello a distanza di circa due mesi dalla nascita dell’associazione culturale di promozione sociale Versilcanapa. L’idea portante, come già esplicitato in altre sezioni del nostro sito, sarebbe esportare il modello della canapicoltura nella nostra zona. Vorremo coinvolgere le realtà agricole locali (aziende, cooperative e altre forme sociali) che gradirebbero intraprendere il percorso della canapa industriale, per l’anno corrente.

Questa tipologia di coltivazione è stata, per molti decenni e secoli, un’importantissima realtà della nostra zona e del nostro Paese, creando posti di lavoro ed un’economia verde e pulita per i vari ambiti in cui può essere utilizzata.

L’essenzialità per far ripartire un progetto di filiera è mettersi al tavolo per un progetto comune e di pari passo con le filiere esistenti a livello regionale, in primis, e nazionale. La canapa può essere uno dei migliori veicoli per la rivoluzione ecologica a noi necessaria, oltre al chiaro potenziale occupazionale.

Per rilanciare questa idea è necessario che la nostra associazione si confronti con tutte le realtà imprenditoriali agricole che vorrebbero avvicinarsi alla canapicoltura.

Coloro che gradissero informazioni di ogni genere, sono pregati di contattarci al seguente indirizzo mail:

info@versilcanapa.it