“Canapa buona da mangiare” domenica 13 al “Prodotto non conforme”.

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Versilcanapa presente all’evento “Canapa buona da mangiare” che si terrà a Capannori presso Prodotto Non Conforme (Mappa: LINK). Organizzato dallo staff del citato ristorante e dal Meetup Amici di Beppe Grillo Lucca, a partire dalle ore 17 sarà organizzato un dibattito a 360° sulla canapa con la presenza di Alberto Airola (Senatore Movimento 5 Stelle), Matteo Iannone (Birrificio sociale “La Staffetta), Giacomo Bulleri (Consorzio M126 Volterra), il Dottor Fabrizio Cinquini e alcuni consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle. Il dibattito sarà moderato da Matteo Provvidenza.

Seguirà, alle ore 20, un buffet degustazione in canapa con le delizie preparate dal ristorante Prodotto Non Conforme.

EVENTO: LINK

 

 

 

 

 

M126 Volterra “Design the future”. La rivoluzione dalla sinergia.

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Successo per l’evento odierno “Design the future. Bioedilizia e Bioplastica” organizzato dai nostri partner del consorzio M126 Volterra.
L’organizzazione ha esordito con una sessione mattutina,  presso il Centro Studi Santa Maria Maddalena,con l’intervento di introduzione del nuovo progetto “Smart City Volterra” di Enrico Buselli e Giacomo Bulleri (M126 Volterra). L’idea portante per i settori produttivi del territorio volterrano è sviluppata sui seguenti progettichemiurgia (industria vegetale con materie vegetali, rinnovabili, naturali e organiche), prodotti alimentari del territorio, biologici e bio-dinamici, sistema e-commerce con ritorno economico a matrice, percorsi in codice e ricostruzioni grafiche 3d multimediali in città, promozione turistica di case ed appartamenti dei cittadini, condivisione di mezzi di trasporto elettrici nel territorio, installazione di chalet in legno autosufficienti nella natura e realizzazione di orti didattici biologici in centro città.
Ha seguito l’intervento di CalceCanapa sulla bioedilizia con l’utilizzo di mattoni con calce naturale e canapulo. Il settore delle costruzioni ecologiche sta avanzando nel mercato italiano, grazie alle importanti proprietà come l’alto tasso di assorbimento di CO2 e isolamenti termici e acustici.
Grande attesa per il successivo intervento dei ragazzi di Kanèsis, la startup catanese che è riuscita a unire nella stessa idea l’alta tecnologia delle stampanti 3D con la bioplastica ecosostenibile di canapa. Il gruppo, dopo aver partecipato in estate a EXPO 2015 a Milano, lancerà una campagna crowdfunding e sarà in tour per presentare all’Europa il rivoluzionario e innovativo progetto nelle prossime settimane.
La giornata è proseguita con un pranzo a base di canapa, presso un ristorante del centro storico di Volterra e la presentazione con degustazione di birra alla canapa, presso i locali di Smart City Volterra. Questo prodotto nasce dalla collaborazione tra M126 Volterra, la birreria “La Staffetta” di Vecchiano (Pisa) e il birrificio “Degli Archi” di Viareggio.

La sinergia e lo spirito di grande collaborazione tra le nostre realtà rappresenta il vero passo avanti per i futuri progetti su questo tema, con il lavoro che guarda con positività all’anno 2016 ormai imminente.

Rivoluzione canapa e stampanti 3D. Intervista a Giovanni Milazzo di Kanèsis.

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L’italia ha partorito un progetto rivoluzionario per una nuova economia ecologica. Bio-plastica di varie qualità, bio-compositi tecnologici per creare la fusoliera degli aerei di domani, bio-carburanti, carta ed energia: ecco le idee di Kanèsis, gioco di parole tra canapa e il termine greco kinesis che significa “movimento”.

La start Up ha come obiettivo la ricerca e lo sviluppo di prodotti industriali derivati da natura, che possano soddisfare la totalità dei bisogni dell’uomo.

La start Up è costituita da tante giovani menti creative catanesi e non, che fanno della condivisione la loro forza più grande.

Giovanni Milazzo di Kanèsis ha rilasciato alla nostra associazione la seguente intervista.

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Come ti sei avvicinato al tema della canapa industriale nella tua vita?

Studiando e appassionandomi di materiali ho scoperto che la canapa nella teoria era uno straordinario materiale caduto però in disuso in pratica a causa della disinformazione della popolazione, causata a sua volta dalla manipolazione dell’informazione dei magnati interessati.

Tutto questo insieme al mio animo green hanno dato vita a Kanèsis.


Ci descriveresti il tuo progetto Kanesis?

Kanèsis è un progetto molto ambizioso, molto più ampio di quanto si immagini. Abbraccia temi come innovazione tecnologica al servizio della natura. Il primo step è stato quello di mettere appunto un materiale composito termoplastico base canapa adatto alla stampa 3D. Da qui avanti tutta con lo sviluppo di altri straordinari prodotti industriali dalla natura, come altri particolari bio-compositi che abbiamo immaginato per il mercato ittico e dell’ortofrutta. In autunno partiremo anche con una produzione sperimentale di carta di canapa qui a Catania. Oltre a mettere a punto un brevetto già ideato negli scorsi mesi di un particolare bio-mattone uso strutturale base canapa. Nel frattempo stiamo sviluppando un centro a Catania, che possa essere la Silicon Valley europea. Fare BrainStorming diventa divertimento, e mentre lavoriamo, fra la preparazione di EXPO o quella di una fiera locale, o durante la redazione di un business plan, o addirittura durante il montaggio manuale di bancali che diventeranno mobilio della sede, le idee non mancano, ed essere tanti giovani con le più disparate competenze aiuta ad essere pragmatici, poi se c’è anche la passione il gioco è fatto.IMG-20150706-WA0001

Dati alla mano, possiamo definire la vostra idea della plastica in canapa per stampanti 3d come un’ancora di salvezza per un futuro privo di petrolio….

Io non parlerei così presto. E’ un materiale straordinario, leggero, con una buona resistenza fisico-chimica, ma il petrolio è un’altra storia. Siamo ancora lontani dal riuscire a sostituirlo completamente. Siamo ancora lontani dal produrre bio-polimeri base canapa e decidere le prestazioni meccaniche macroscopiche in base alla struttura microscopica. Tuttavia, se non si comincia non si arriva da nessuna parte. Non potevamo cominciare facendo bio-carburanti; non perché non abbiamo le competenze, ma perché si tratta di ricerche troppo costose che portano via molto tempo. Quindi meglio cominciare a piccoli passi: questo primo materiale che metteremo in commercio da Gennaio 2016 sarà in grado di sostituire buona parte delle applicazioni delle plastiche rigide come l’ABS o il Polipropilene, ma è solo l’inizio. Abbiamo diversi accordi con aziende di tutta Europa per produrre già flaconi, bicchieri, oggettistica. Ma per noi questo è solo un primissimo passo di avvicinamento alla totale sostituzione del petrolio. Il nostro sogno è una Sicilia pulita. Una Sicilia verde. Una Sicilia che cammini grazie ai campi. Grazie alle straordinarie varietà di vegetali che riescono a crescere in questa terra a discapito del resto del mondo.

Possiamo farlo. E noi lo stiamo facendo.

 

Cosa farete nel futuro prossimo nella vostra attività?

La programmazione è molto fitta e impegnativa, saremo tutto agosto ad ultimare i test fisico-chimici, avere autorizzazioni ed ultimare tutti gli iter burocratici. In autunno partirà la campagna di crowdfounding che consisterà in un pre-selling a prezzi super vantaggiosi di tantissimi oggetti di uso comune fatti con la nostra plastica biodegradabile, volto a finanziare tutto il settore di ricerca che punta a tutto il resto della filiera ed a tanti altri prodotti industriali dalla terra. Inizio 2016 sarà in commercio il filamento per stampa 3D in plastica di canapa.

 

Che appello faresti all’Italia per il futuro della chemurgia?

Io ho smesso di fare appelli già da tempo. Da giovanissimo partecipavo a numerosi cortei, manifestazioni ambientaliste, una di queste che plasmò il mio carattere fu quando 10 anni fa ormai, mi sdraiai fra una ruspa e il sito dove doveva nascere l’inceneritore nella Valle del Simeto. La ruspa non arrivò mai al sito, ed io imparai che a parlare non si conclude niente nella vita. Cominciai a “Fare”, ogni cosa che notavo mancare, ogni necessità che c’era all’interno del mio piccolo ecosistema era risolta attivandosi. E questo raccomando ai tanti giovani svegli e creativi sparsi per l’Italia. Fate gruppo, immaginate, pensate, trovate soluzioni e fate. Se non “si fa” non potremmo mai sapere se e come andava fatto. Noi qui a Catania andiamo avanti col conto in rosso (oltre alla mia barba) ma con le idee sempre in “verde”, l’entusiasmo di ognuno di noi fomenta la passione e la voglia di fare. Andando avanti a piccoli passi ma costantemente.

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Kanèsis: LINK

Canapa Mundi, fiera internazionale della canapa. 20, 21 e 22 Febbraio a Roma.

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Versilcanapa sarà presente alla prima edizione di Canapa Mundi, fiera internazionale dedicata alla canapa. Si terrà a Roma nelle giornate del 20/21/22 Febbraio 2015 presso il Pala Cavicchi.

La canapa sarà protagonista di un evento organizzato per la prima volta nella città eterna, dove, in un grande villaggio composto di numerose sale e spazi, visitatori, appassionati, espositori e addetti ai lavori potranno incontrarsi, condividere conoscenze, presentare prodotti e attività e assistere ai tanti incontri previsti.

L’area espositiva ospiterà più di 50 aziende provenienti da Italia, Spagna, Slovenia, Olanda, Francia, Russia, Canada e, tra i diversi stand, si potranno conoscere le più recenti novità riguardanti le attrezzature e le tecnologie per la coltivazione (biologica, convenzionale, idroponica), i produttori dei concimi organici e minerali, le aziende che selezionano e producono semi e quelle del settore alimentare, della cosmetica e del benessere, dell’abbigliamento e dei prodotti per l’edilizia.

Oltre gli stand commerciali, alla fiera Canapa Mundi parteciperanno associazioni culturali, riviste di settore, case editrici, banchi informativi riguardanti aspetti normativi e usi terapeutici.

Le tre giornate prevedono anche una sezione dedicata alle arti e allo spettacolo con mostre, video e aree musica. Infine, uno sguardo sarà rivolto anche alla ristorazione: si potranno infatti gustare alimenti a base di canapa, anche vegani, vegetariani e gluten free, nei punti ristoro e nelle zone relax.

Per maggiori informazioni, sito di Canapa mundi: LINK
Fonti: da greenme

Canapa da seme: tecniche di coltivazione e raccolta. A cura di Alessandro Zatta.

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Pubblichiamo un interessante documento sulle tecniche colturali della canapa con finalità seme. L’articolo, a firma Alessandro Zatta, sottolinea con precisione i dettagli sulla semina e sul raccolto, con cenni sulla legislazione in materia e procedure di segnalazione alle forze dell’ordine. Ideale per tutti gli agricoltori interessati alla coltivazione.

Scelta del metodo colturale

La canapa si può coltivare sia in biologico che in convenzionale. Per il mercato dei prodotti della canapa da seme – alimentazione, cosmesi, salutistica – le coltivazioni certificate biologiche hanno decisamente più opportunità (anzi per alcune ditte di cosmesi e salutistica, il prodotto certificato bio è un prerequisito). Pertanto suggeriamo anche ai coltivatori in convenzionale di valutare seriamente la coltivazione della canapa come occasione di conversione al biologico.

Preparazione del terreno

Le esigenze colturali della canapa sono molto simili a quelle della bietola. La canapa è una pianta che predilige terreni freschi e profondi, non teme gelate tardive mentre soffre particolarmente i ristagni idrici, occorre quindi che le sistemazioni idrauliche siano eseguite correttamente per favorire lo sgrondo delle acque in eccesso.

Sono da prediligere terreni franchi o possibilmente non troppo argillosi e/o limosi poiché la plantula nello stadio cotiledonare è poco vigorosa e soffre la crosta superficiale. Il terreno su cui andrà seminata la canapa deve quindi trovarsi in buone condizioni e cioè ben lavorato, senza avvallamenti e/o eccessiva zollosità altrimenti si rischia un’emergenza disomogenea che favorisce la proliferazione delle erbe infestanti.

Si consiglia quindi:

  1. Un’aratura a circa 30cm di profondità, possibilmente in autunno. Sono sconsigliabili lavorazioni profonde in primavera poiché lascerebbero eccessive zollosità e il terreno con una scarsa dotazione di acqua.
  2. Concimazione di fondo (vedi sotto).
  3. Affinamento, tramite erpicatura prima della semina. Per il controllodi infestanti, soprattutto se si intende lavorare in biologico, è consigliabile un passaggio in presemina con erpice a maglie.
  4. Si consiglia anche una falsa semina per come lotta contro le infestanti.

Concimazione

La canapa dev’essere concimata anche se non richiede eccessive concimazioni; sono consigliabili almeno 60-80 Kg/ha di N, concimazioni eccessive invece potrebbero portare ad una elevata vigorosità con conseguente eccessiva produzione di foglie ed allettamento della coltura. La concimazione è consigliabile farla parte in presemina (50%) e parte in post emergenza (50%).

P –K per la canapa da seme si consigliano 60/85 kg sia per K2O che per P2O5. La distribuzioni di tali elementi dev’essere fatta durante le operazioni di preparazione del terreno.

Se si intendono usare concimazioni organiche, a cui la canapa risponde molto bene, si possono utilizzare letame, pollina o liquami o ancora meglio compost fino a un massimo di 30 ton/ha, possibilmente in due fasi. L’interramento di colture da sovescio (crucifere o leguminose) è un’ulteriore pratica utile e consigliabile non solo per l’effetto concimante, ma per la conservazione della sostanza organica nel terreno e per il suo effetto protettivo verso infestazioni dannose (funghi patogeni e nematodi).

La mancata concimazione è una delle cause principali di produzione di seme vuoto.

Semina

Per la produzione di seme è consigliabile utilizzare varietà monoiche con fioritura precoce come Fedora, Felina o Uso-31 il cui sviluppo vegetativo è ridotto, l’altezza non dovrebbe superare 1.5-1.8 metri d’altezza e quindi consentire l’utilizzo di normali trebbiatrici.

La semina può essere effettuata da inizio a fine aprile. Semine troppo precoci (metà-fine marzo) possono causare prefioriture con conseguente scalarità di maturazione seme che può portare a perdite elevate al momento della trebbiatura. Inoltre dopo prefioritura le piante possono tornare a vegetare. Ovviamente la semina può essere anticipata o anche posticipata in base all’andamento stagionale e alla quantità di acqua nel terreno.

Una semina tardiva però può presentare diverse problematiche:

  1. prima fra tutte la probabilità di irrigazioni di soccorso poiché le elevate temperature del periodo potrebbero causare il rapido essiccamento dei primi centimetri di suolo con conseguente disomogeneità d’emergenza;
  2. un’altra problematica potrebbe essere un eccesso di sviluppo delle infestanti in seguito ai ripetuti interventi irrigui, poiché lo sviluppo della canapa nei primi stadi vegetativi è lento: impiega circa 15/20 giorni dopo l’emergenza a coprire l’interfila e verrebbe quindi sopraffatta dalle infestanti.
  3. Una semina tardiva inoltre potrebbe non consentire un buon sviluppo dell’apparato radicale e la coltura si troverebbe in condizioni di stress idrico in due stadi fenologici fondamentali, ossia al momento dello sviluppo dell’apparato fogliare (fondamentale per intercettare luce e quindi produrre energia per riempire il seme) e al momento del riempimento del seme.

La semina della canapa può essere fatta con una normale seminatrice da grano ponendo il seme a una profondità di 2-3 cm. Se il terreno fosse troppo secco, dopo la semina è opportuna una leggera rollatura in modo da favorire la conservazione di acqua nel suolo. Si consiglia un’interfila di 13-20 cm per favorire la chiusura dell’ interfila il prima possibile e contrastare lo sviluppo delle infestanti.

Il quantitativo di seme consigliato è di 35-40 kg/ha, quantitativi inferiori potrebbero compromettere la rapida copertura del terreno e conseguente sviluppo di infestanti.

Controllo delle infestanti

Le capacità rinettanti della canapa, ossia di competizione con le infestanti, sono note praticamente da sempre. Il suo rapido sviluppo le consente di entrare quasi da subito in competizione sia di luce che di acqua con le infestanti che generalmente vengono sopraffatte. E’ di fondamentale importanza la preparazione di un buon letto di semina privo di infestanti che consenta una rapida ed omogenea germinazione.Come pratica agronomica si consiglia altresì una falsa semina.

Irrigazione

L’irrigazione della canapa normalmente non è necessaria. Ma annate particolarmente siccitose impediscono il riempimento del seme compromettendo la produzione. In questo caso potrebbero essere necessari interventi di emergenza in pre-fioritura per far sviluppare un buon apparato fogliare e in post fioritura, per favorire il riempimento del seme, altrimenti si rischia di raccogliere solo seme vuoto.

Raccolta del seme – Trebbiatura

La maturazione del seme di canapa è scalare e trovare l’epoca di raccolta ideale non è semplice. Generalmente la maturazione del seme si fa procedere fino a quando i semi cominciano a cadere a terra, ossia quando la percentuale di semi maturi dovrebbe essere intorno al 70%.Un ritardo eccessivo della raccolta potrebbe comportare un sensibile calo di resa dovuto sia alla cascola dei semi che alla presenza di uccelli che sono particolarmente ghiotti di tali semi. E’ altresì consigliabile procedere alla raccolta quando lo stelo è ancora verde poiché le piante secche potrebbero andare ad arrotolarsi intorno agli organi rotativi della trebbiatrice intasandoli e causando il così detto “effetto corda”.

Per la raccolta del seme si possono usare normali macchine trebbiatrici quali Laverda, CASE International, New Holland, CLASS, John Deer. Sarebbero da preferire le macchine che presentano il battitore assiale quali CASE e le nuove John Deer. Occorre in ogni caso ridurre la velocità di avanzamento, dell’aspo e dei battitori. Sono preferibili trebbiatrici con lo scuotipaglia e senza trinciapaglia che rischia d’intasarsi di fibra. E’ fondamentale che le lame siano ben affilate per evitare che la fibra presente negli steli vada fra la lama ed il battilama.

Ecco alcuni suggerimenti per impostare una trebbiatrice non assiale:

  • Velocità battitore 250 giri/min.
  • Velocità ventola 1070 giri/min.
  • Griglia 3,17 mm (1/8-inch)
  • Controbattitore 9,5 mm (3/8-inch)

Il seme dev’essere messo ad asciugare entro 4 ore dalla raccolta possibilmente in essiccatoi orizzontali e senza fuoco diretto sul seme. In alternativa il seme può essere steso su teli di juta possibilmente rialzati da terra per favorire l’ arieggiamento e contrastare l’insorgenza di muffe sul seme.

Taglio e raccolta delle paglie

Il taglio e la raccolta delle paglie potrebbero presentare alcune problematiche, prima fra tutte l’avvolgimento della fibra intorno agli organi rotanti e l’intasamento della barra falciante.

Il taglio può essere effettuato con convenzionali barre falcianti preferibilmente a doppia lama, e la raccolta può essere fatta con convenzionali imballatrici (sia tonde che quadre). Prima dell’imballatura è necessario girare gli steli tramite un normale ranghinatore per permettere un’essicazione delle bacchette più omogenea e soprattutto far cadere a terra le foglie rimanenti. In genere gli steli vengono lasciati a terra per almeno 2-4 settimane per favorire il processo di macerazione, ossia la degradazione delle pectine (collanti delle fibre), e quindi facilitare i processi industriali post raccolta come la stigliatura.

Se gli steli superano 1.5/2 metri di lunghezza si potrebbe creare il così detto “effetto ponte”nelle rotoimballatrici, ossia lo stelo eccessivamente lungo ed elastico non si spezza impedendo quindi la creazione del cuore all’interno della rotoballa che risulterà quindi con un buco centrale. In ogni caso, il taglio degli steli in porzioni da 1-1.5 metri con macchine specifiche (Figura 3) è consigliabile per favorire le operazioni di rivoltatura ed imballo.

Avversità

Le avversità su canapa possono essere sia di tipo abiotico che biotico. Quelle di tipo abiotico sono le gelate tardive nella fasi giovanili della pianta; vento forte che può portare all’allettamento della coltura e la grandine che può compromettere la qualità della fibra e causare anch’essa l’allettamento della coltura. Periodi prolungati di siccità in prossimità della fioritura e dell’allegagione possono portare ad un sensibile calo di resa nella produzione del seme.

Le avversità di tipo biotico sono diverse e possono causare danni ma raramente riescono a compromettere la produzione. In ogni caso l’Ostrinia nubilalis (Hbn.), comunemente chiamata piralide del mais, è forse l’insetto più temibile per la canapa essendo anche parassita del mais. La larva generalmente entra all’interno dello stelo e scava un tunnel lungo lo stelo causando la decapitazione della pianta con danni sia sulla qualità della fibra che sulla produzione di seme.

Un altro insetto che può causare danni sensibili con riduzione delle rese in seme sono le cimici (genere Lygus) che attaccano le infiorescenze causando l’aborto del seme.

Nel caso la canapa sia coltivata in terreni lungamente coltivati a bietola potrebbero insorgere problemi con la Sclerotinia sclerotiorum, ma anche in questo caso risulta antieconomico l’utilizzo di fitofarmaci. Una massiccia presenza di Orobanche ramosa (Forsh) potrebbe compromettere la resa in produzione di seme.

In annate particolarmente piovose nel periodo della trebbiatura possono emergere problemi legati alla proliferazione di funghi Botrytis e i Pennicilium sui semi.

Legislazione

La canapa, benché fosse una coltura storicamente presente nel territorio nazionale da oltre 8 secoli, è stata messa al bando in Italia nel 1977 (legge Cossiga) a causa della presenza della sostanza psicoattiva THC (tetra-idro-cannabinolo). Dal 1990 è di nuovo possibile coltivare canapa ma a determinate condizioni che vengono riportate qui di seguito.

Legislazione italiana

La coltivazione della canapaper fibre, ai sensi dell’art. 17 e 27 del DPR 9-10-1990, e della circolare n.1 dell’ 8 maggio 2002, prot.n.200, è consentita agli operatori interessati che dovranno dare comunicazione sull’impianto della coltura di canapa alla piu’ vicina stazione di polizia (Polizia di Stato, Corpo dei Carabinieri, Guardia di Finanza, ecc,) indicando:

  • il nome del richiedente coltivatore responsabile;
  • l’indicazione del luogo di coltivazione;
  • delle particelle catastali;
  • la superficie del terreno sulla quale sarà effettuata la coltivazione;
  • la varietà coltivazione;
  • i prodotti che si intendono ottenere;
  • l’esatta ubicazione dei locali destinati alla custodia dei prodotti ottenuti.

La coltivazione della canapa è consentita solo se viene richiesto il contributo CE e l’agricoltore deve rispettare alcune regole riportate qui di seguito nel paragrafo “Legislazione Europea”.

La coltivazione della canapa per la produzione di seme e dei suoi derivati destinati all’alimentazione umana è consentita solo da poco tempo con la circolare n° 22/5/2009 del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali purché si adottino piani di autocontrollo per ridurre al minimo dell’eventuale presenza in tracce di THC.

Legislazione Europea

In base ai regolamenti CE No953/2006 e 507/2008 il pagamento dei diritti all’aiuto per le superfici investite a canapa è subordinato a:

  • Contratto con un primo trasformatore di paglie e canapulo riconosciuto
  • Utilizzo di varietà registrate con contenuto in THC<0.2% (vedi link sotto)

Elenco varietà registrate in Europa scaricato dal sito ufficiale dell’Unione Europea (specie A63):

http://ec.europa.eu/food/plant/propagation/catalogues/database/public/?event=RunSearch

Fonte: Toscanapa: LINK
Articolo originale di Alessandro Zatta: LINK